https://www.repubblica.it/ Incidente sul lavoro a Villanterio, si rompe una tubatura: morti due operai investiti da vapori tossici L'incidente si è verificato nella Digima, un'azienda nel Pavese che si occupa di raccolta e lavorazione dei sottoprodotti della macellazione 28 Maggio 2021 1 minuti di lettura Due operai sono morti in seguito alla rottura di una tubatura di vapore nell'azienda in cui stavano lavorando. I lavoratori sarebbero stati investiti da vapori contenenti ammoniaca. L'incidente, secondo le prime informazioni, si è verificato presso la ditta 'Digima' a Villanterio, un'azienda in provincia di Pavia che si occupa di raccolta e lavorazione dei sottoprodotti della macellazione. Incidenti sul lavoro, la Lombardia sperimenta l'algoritmo per la sicurezza di Andrea Montanari 19 Maggio 2021 Sul posto sono presenti diverse squadre dei vigili del fuoco e anche il nucleo Nbcr. La Digima srl, attiva dagli anni Sessanta La Digima - si legge sulla home page della srl - con oltre 70 anni di storia ed esperienza nella raccolta e lavorazione prodotti di macellazione e pelli animali si trova a Villanterio, in provincia di Pavia, "dove, già negli anni 60, Angelo Dinosio fondò l’attività di trasformazione di sottoprodotti animali". Si presenta spiegando che si occupa "della preparazione di prodotti di origine animale come i grassi e le farine proteiche a base di carne destinati a svariati usi come l’allevamento, il settore del pet food, i fertilizzanti e l’industria chimica. Per la lavorazione vengono utilizzate esclusivamente materie prime selezionate, classificate di categoria 3, ovvero idonee al consumo umano, secondo le disposizioni delle normative veterinarie europee". Vaccini, dal 3 giugno si apre a tutte le fasce di età. Al via anche le dosi in azienda di Michele Bocci Lo annuncia il commissario straordinario per l'emergenza Francesco Figliuolo. "Ci saranno 20 milioni di vaccini. Dalla prossima settimana pronti a partire anche con chi ha da 12 a 15 anni" 28 Maggio 2021 1 minuti di lettura Dal 3 giugno sarà possibile somministrare vaccini a tutta la popolazione fino ai 16 anni, senza più dover rispettare il criterio delle fasce di età. È quanto annuncerà una circolare della struttura Commissariale per l'Emergenza di Francesco Figliuolo, non ancora diffusa. I tempi, l’efficacia, i vantaggi. Guida al vaccino per i ragazzi di Michele Bocci 27 Maggio 2021 Figliuolo durante una vistita in Umbria ha spiegato appunto che “dal 3 giugno si darà possibilità a tutte le Regioni e Province di aprire a tutte le classi seguendo il piano, utilizzando tutti i punti di somministrazione, anche quelli aziendali”. Le dosi a disposizione, spiega Figliuolo, saranno 20 milioni. Il generale ha parlato anche dei giovani tra i 12 e i 15 anni. Oggi è atteso il via libera all'utilizzo anche per loro del vaccino Pfizer da parte di Ema, l'agenzia regolatoria europea. "L'Aifa - spiega Figliuolo - dovrebbe dare l'autorizzazione all'inizio della prossima settimana. Noi siamo pronti, gli adolescenti li avevo già inseriti nel piano vaccinale presentato a marzo, si tratta di circa 2,3 milioni di giovani. Siamo in grado di procedere anche in questa classe". Il ministero ha già siglato una convenzione con i pediatria e con i medici di famiglia che potrebbero quindi occuparsi della vaccinazione dei più giovani. Con il via libera di Aifa si può già partire con la fascia di età 12-15. Vaccini, AstraZeneca non fa più paura: la carica dei volontari under 60 che vogliono il green pass di Michele Bocci 23 Maggio 2021 Figliuolo ha spiegato che "sugli over 60 a livello nazionale dobbiamo crescere di più perché siamo intorno al 62, 63% di copertura con una dose. Che cosa ci rimane da fare in questo momento? Con procedure di chiamate attiva, dobbiamo andare ad intercettare la restante parte della popolazione che ci manca. Quindi se mancano i fragili, si vanno a cercare. Dobbiamo mettere in sicurezza queste classi perché sono quelle che possono andare in ospedale o terapia intensiva". Come un Carlo in tangenziale. Calenda in visita a Bastogi, set del film con Cortellesi e Albanese di Annalisa Cuzzocrea Il candidato di Azione nelle case popolari della periferia Ovest della Capitale, simbolo di degrado, dove non arriva il gas e non ci sono servizi Comunali Roma: dagli industriali a Malagò, ora Raggi cerca nuovi elettori. Con il sostegno di Di Maio di Annalisa Cuzzocrea Da sinistra, Lugi Di Maio e Virginia Raggi (ansa) Il ministro degli Esteri ha partecipato alla presentazione della Capitale del futuro assieme alla sindaca grillina. Non più solo le piccole opere in periferia: in vista del voto e alla ricerca del bis, lei sta cercando di allargare la platea del consenso 25 Maggio 2021 2 minuti di lettura Non c'è solo Luigi Di Maio, sul palco dell'Auditorium Parco della Musica accanto a Virginia Raggi, a raccontare di una Roma che non c'è. E che è protagonista di un immaginifico e futuristico spot in cui la voce di una ragazza descrive quartieri laboratorio digitali, spazi in condivisione, parchi e piazze intelligenti, una città inclusiva, sostenibile, orizzontale, con tram che ti portano ovunque e battelli che attraversano il Tevere. M5S, Di Maio fa autocritica: "Chiedo scusa a Uggetti: mai più gogna sulle inchieste giudiziarie" di Valeria Forgnone Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio (ansa) In una lettera a Il Foglio, il ministro degli Esteri ammette di aver sbagliato 5 anni fa: "Anche io contribuii ad alzare i toni" contro l'ex sindaco di Lodi, prima condannato e poi assolto in appello dall'accusa di turbativa d'asta. Che risponde: "Devo ragionarci bene prima di commentare". Conte: "Riconoscere gli errori è una virtù". Renzi: "Meglio tardi che mai" 28 Maggio 2021 4 minuti di lettura Luigi Di Maio fa autocritica. E dopo 5 anni chiede scusa all'ex sindaco di Lodi Simone Uggetti, prima condannato e poi assolto in appello dall'accusa di turbativa d'asta. Nel 2016, l'attuale ministro degli Esteri si schierò pubblicamente contro l'ex primo cittadino per chiedere le sue dimissioni e ora ammette (è l'unico nel M5S a farlo) che "campagne social, i sit-in di piazza, insinuazioni, utilizzo di frasi al condizionale che suonano come indicative, con il senno di poi, credo siano stati profondamente sbagliati". Il mea culpa arriva dalle pagine del quotidiano Il Foglio dove Di Maio ha scritto una lunga lettera per dire "mai più gogna come strumento di campagna elettorale" perché "anche io contribuii ad alzare i toni e a esacerbare il clima". E ora "è giusto che in questa sede io esprima le mie scuse. Glielo dovevo" a Uggetti "da persona e da essere umano, prima ancora che da uomo delle sitituzioni". Una ammissione, quella del ministro degli Esteri, non proprio così scontata. Tanto che l'ex sindaco di Lodi, a caldo, ora preferisce fare una valutazione, "ragionarci bene prima di commentare", fa sapere questa mattina. Simone Uggetti, l'ex sindaco di Lodi assolto in appello: "Fatta giustizia, ho agito nell'interesse pubblico. Ma questi cinque anni sono stati devastanti" di Mauro Rancati 25 Maggio 2021 Di Maio ripercorre quei giorni di 5 anni fa. "Li ricordo bene, la notizia dell'arresto portò diversi partiti italiani a chiederne le dimissioni. Nella stessa piazza, e nello stesso weekend, prima il Movimento 5 stelle con la mia presenza e il giorno dopo la Lega di Matteo Salvini, con Calderoli, organizzarono dei sit-in contro il dottor Uggetti fino a spingerlo, un mese dopo l'arresto, alle dimissioni". Dalle proteste alla "richiesta di aprire una riflessione". "Con gli occhi di oggi ho guardato con molta attenzione ai fatti di cinque anni fa. L'arresto era senz'altro un fatto grave in sé, che allora portò tutte le forze politiche a dare battaglia contro l'ex sindaco, ma le modalità con cui lo abbiamo fatto, anche alla luce dell'assoluzione di questi giorni, appaiono adesso grottesche e disdicevoli". Simone Uggetti, esponente Pd, fu arrestato nel 2016 per degli appalti su due piscine comunali, ma da quella accusa è stato assolto in Appello pochi giorni fa. Al tempo, sulla vicenda il Movimento prese posizione trasformandola in uno scandalo nazionale e organizzando proteste di piazza e social. Di Maio, ora, chiede scusa. Una svolta per il Movimento, dal momento che è l'unico ad ammettere i suoi sbagli. Giuseppe Conte gli dà ragione: "Riconoscere un errore è una virtù. Alimentare la gogna mediatica per contrastare gli avversari a fini elettorali contribuisce all’imbarbarimento dello scontro politico", scrive l'ex premier in una nota. E aggiunge: "Forte di questo convincimento, ho inserito il primato della persona e della sua dignità nella Carta dei principi e dei valori del neo-Movimento5stelle, a cui ho lavorato nelle scorse settimane". Danilo Toninelli invece la pensa diversamente: "Prima di chiedere scusa bisogna guardare tutte le motivazioni della sentenza. La moralità in politica conta più delle sentenze. Fatemi leggere le carte e poi commenterò", ha detto dopo l'assoluzione di Uggetti. Il ministro Di Maio, invece, scrive di voler "aprire una riflessione", ricordando che "il periodo dell'arresto di Uggetti coincise con le campagne elettorali che nel 2016 coinvolsero le città di Roma, Torino, Napoli, Milano e Bologna" e riconoscendo che "anche io contribuii ad alzare i toni e a esacerbare il clima". "Sul caso Uggetti fu lanciata una campagna social molto dura a cui si aggiunse il presidio in piazza, con tanto di accuse alla giunta di 'nascondere altre irregolarità' - prosegue - Ironia della sorte, quando terminai il mio comizio in piazza a Lodi, poche ore dopo, i media diedero notizia di un procedimento giudiziario per abuso di ufficio a carico di Filippo Nogarin, allora sindaco M5s di Livorno". Lodi, l'ex sindaco Simone Uggetti condannato a 10 mesi per lo scandalo piscine 29 Novembre 2018 "La campagna di attacchi proseguì per settimane e si allargò al governo centrale - continua il ministro nella sua lettera - Sono fortemente convinto che chi si candida a rappresentare le istituzioni abbia il dovere di mostrarsi sempre trasparente nei confronti dei cittadini, e che la cosiddetta questione morale non possa essere sacrificata sull'altare di un 'cieco' garantismo". Secondo Di Maio, "il punto qui" è "l'utilizzo della gogna come strumento di campagna elettorale" perché "tutte le forze politiche avevano il diritto di chiedere le dimissioni del sindaco, ma campagne social, i sit-in di piazza, insinuazioni, utilizzo di frasi al condizionale che suonano come indicative, con il senno di poi, credo siano stati profondamente sbagliati". E ancora. "Una cosa è la legittima richiesta politica, altro è l'imbarbarimento del dibattito, associato ai temi giudiziari. Un atteggiamento mediatico e pubblico che ha contagiato molte forze politiche in quegli anni, basti pensare ai giorni in cui Virginia Raggi finì al centro di inchieste giudiziarie, che di recente hanno visto una totale assoluzione per la prima cittadina, e alle posizioni assunte da alcuni partiti che si sono sempre definiti garantisti, salvo che con lei - prosegue ancora - Penso, ancora, al caso Tempa Rossa che coinvolse Federica Guidi, penso ai casi di diversi sindaci italiani, penso al caso Eni". "Per me - conclude - esiste il diritto della politica di muovere le sue legittime critiche e richieste, ma allo stesso tempo esiste il diritto delle persone di vedere rispettata la propria dignità fino a sentenza definitiva e anche successivamente. I diritti, appunto, sono diritti e in quanto tali vanno rispettati; allo stesso modo ogni soggetto politico ha il dovere di dissipare ogni ombra sul suo operato senza mai nascondersi dietro a silenzi o scorciatoie mediatiche, soprattutto se sono la stampa e l'opinione pubblica a chiederne conto". Uno dei primi a commentare le parole del minsitro degli Esteri è stato Matteo Renzi, premier all'epoca dei fatti. "Cinque anni dopo Di Maio si scusa. Pubblicamente. Creando un 'clima infame' hanno vinto le amministrative 2016. Ma adesso si scusano, segno che qualcosa sta davvero cambiando. Meglio tardi che mai". Il Pd apprezza la lettera di Di Maio. "Bravo a scusarsi con Uggetti e a condannare ora e per sempre 'l'uso della gogna come strumento elettorale'. Se il M5S cambierà - e dobbiamo augurarcelo - la differenza si vedrà tutta qui: sul garantismo e sul rispetto dello Stato di diritto'', scrive su Twitter il deputato del Pd Andrea Romano. Ufo, parla Obama: "Oggetti volanti non identificati, esistono ma non sappiamo cosa siano" di Tiziano Toniutti Il tema degli Uap (o ufo) in Usa diventa di rilievo mediatico. Senatori di entrambi gli schieramenti ne parlano, così come dirigenti ed esperti di intelligence. Elizondo: "Il governo ha dei reperti di veicoli caduti" 21 Maggio 2021 3 minuti di lettura Il tema degli Ufo, o "Uap" come si dice adesso, è ormai diventato oggetto di dibattito mediatico e popolare negli Stati Uniti. Gli oggetti volanti non identificati sembrano essere usciti dal limbo del folklore e delle favole moderne. L'ultimo arrivato a parlarne in tv è l'ex presidente Barack Obama che lo scorso lunedì ha partecipato a The Late Show, il programma della Cbs condotto da James Corden, un appuntamento per milioni di spettatori in Usa e non solo. L'argomento è stato introdotto in modo scherzoso, ma Obama ha poi cambiato tono, sulla scia di quanto sta avvenendo un po' ovunque sui media americani (come ad esempio nell'articolo del New Yorker che invita, sin dal titolo, a prendere la questione Uap "con serietà"). Obama ha detto che: "Esistono video e immagini in cui compaiono oggetti volanti, che non sappiamo esattamente cosa siano. Non siamo in grado di spiegarne il comportamento in volo, come facciano a volare in quel modo o a seguire quelle traiettorie". Obama ha poi aggiunto che il fenomeno necessita di indagini e ricerche. Naturalmente Ufo o Uap non significa per forza "alieni". Obama ha però chiaramente riconosciuto l'esistenza di una fenomenologia, quella degli oggetti volanti sconosciuti che, al netto di numerose ricerche in atto da anni a più livelli e con vari gradi di attendibilità - fino a poco tempo fa era considerata poco più che un'eresia, o semplicemente fantascienza. L'ex presidente ha sostanzialmente comunicato che il fenomeno è reale, esiste ed è documentato. Di cosa si tratti però, per ora non è noto. Anche se le ipotesi in campo sono tante e diverse, e si va da spiegazioni più prosaiche (tecnologia straniera) fino ai classici alieni. Passando per una declinazione di possibilità - o impossibilità - a metà tra il cinema e la fisica quantistica. In ogni caso, dopo la pubblicazione dei video di Ufo "bollinati" dal Pentagono come autentici, ripresi da imbarcazioni militari come già raccontato anche da Repubblica, l'asticella del dibattito sugli Uap negli Usa si è alzata notevolmente. E se da una parte ormai le autorità non negano o smentiscono più di aver raccolto materiale sul fenomeno, dall'altra la questione diventa sempre più politica, con le parole dei senatori Marco Rubio (gop) che vede negli Uap una "minaccia alla sicurezza nazionale" e il dem Martin Heinrich che parla apertamente degli Uap come "tecnologia troppo sofisticata per essere umana". In questa sua dichiarazione, rafforzato anche da Christopher Mellon, fino a poco tempo fa alto responsabile dell'intelligence statunitense, e con un cognome di peso (è il Mellon nell'Università Carnegie Mellon di Pittsburgh in Pennsylvania, una delle più prestigiose del mondo). Harry Reid, il senatore democratico dietro il programma Advanced Aerospace Threat Identification Program (AATIP, ovvero il programma segreto di ricerca sugli Ufo), aveva ammesso che il materiale video visto finora non è che una "minima parte di quello effettivamente disponibile" negli archivi dell'intelligence e dei militari. Reid è tornato ad analizzare il fenomeno in un pezzo per il New York Times del 21 maggio. Con un messaggio chiaro: "La verità è che degli Uap non abbiamo capito granché. Ma dobbiamo continuare la ricerca, seguendo la scienza". Il motivo di questa nuova attenzione al fenomeno Uap non è noto. Le congetture possibili invece sono innumerevoli. Sicuramente, a livello mediatico il flusso delle informazioni è sensibilmente più ampio che negli ultimi decenni, contraddistinti da quello che gli appassionati della materia (e di X Files) chiamano "cover up", insabbiamento. La ratifica del Pentagono sui video girati dagli incrociatori ha di fatto portato il dibattito su un altro livello, di cui l'oggetto è ora la natura di questo fenomeno e non più la discussione sulla sua esistenza. Entro i primi di giugno poi, in seguito al Covid Act firmato dall'ex presidente Donald Trump, le agenzie governative, la difesa e l'intelligence dovranno consegnare al Congresso un rapporto in chiaro sul fenomeno Uap, sostanzialmente mettendo nero su bianco informazioni e dati. Il tutto mentre Louis Elizondo, ex agente Cia e responsabile dell'AATIP, dichiara pubblicamente che il governo americano è in possesso di "reperti" recuperati nei luoghi di presunti Ufo crash, da relitti degli oggetti volanti. Insomma gli Usa avrebbero parti e componenti degli Uap, custoditi in luoghi non noti. In Rete si trovano le ipotesi più disparate, dalle classiche basi dell'esercito nel deserto ai laboratori di industrie come la Bigelow Aerospace, ma ovviamente non vi è alcuna conferma o certezza. Si tratterebbe di "metamateriali" dalle caratteristiche peculiari, il cui studio potrebbe dare risposte nell'ambito della ricerca su un fenomeno che ora appare per quello che è: reale, e ora questo è ufficiale. Ma che rimane di enorme e profonda complessità.